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Rayan ATB Yachts

Quanto può restare nell’UE uno yacht extra-UE senza pagare l’IVA?

A chi spettano i 18 mesi di ammissione temporanea nell’UE, quando l’uscita fa ripartire il termine e come gestire rimessaggio, uso da parte dell’equipaggio e documenti doganali.

GestionePubblicato il 19 ottobre 20268 min di lettura

A chi spettano i 18 mesi di ammissione temporanea?

L’ammissione temporanea è un regime doganale che consente di introdurre temporaneamente uno yacht nell’UE con l’intenzione di portarlo nuovamente fuori. Non equivale allo status permanente di imbarcazione con IVA assolta. Le condizioni ordinarie prevedono che lo yacht sia immatricolato al di fuori del territorio doganale dell’UE a nome di una persona stabilita al di fuori di tale territorio e che sia utilizzato da una persona anch’essa stabilita al di fuori, fatte salve specifiche eccezioni. Per un’unità non immatricolata, rileva invece che il proprietario sia stabilito al di fuori del territorio.

La residenza conta più della cittadinanza. Un passaporto statunitense non dimostra, da solo, che una persona risieda abitualmente al di fuori dell’UE. Allo stesso modo, un’immatricolazione estera non dà automaticamente diritto al regime se chi utilizza effettivamente lo yacht vive nell’UE. Devono essere rispettate anche le condizioni relative alla residenza e agli usi consentiti.

Prima di confermare il programma di una stagione, occorre poter descrivere con chiarezza l’assetto previsto:

  • Chi è il proprietario registrato?
  • Dove è stabilito o risiede abitualmente il proprietario?
  • Chi utilizzerà effettivamente lo yacht?
  • Dove risiede abitualmente questa persona?
  • L’utilizzo previsto è esclusivamente privato?
  • Chi sarà responsabile del regime doganale?

Per uno yacht di proprietà di una società, predisponete insieme i documenti di proprietà e l’autorizzazione scritta all’utilizzo dell’unità. Non affidatevi al solo certificato di immatricolazione per spiegare una struttura operativa più complessa.

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Quando inizia il conteggio e cosa rientra nel territorio dell’UE?

Il termine ordinario decorre dall’importazione, non dalla prima uscita con gli ospiti o dall’inizio della stagione estiva. Si tratta di 18 mesi di calendario, non della somma dei soli giorni effettivamente trascorsi in navigazione. Il termine specifico previsto per i mezzi di trasporto marittimo e per vie navigabili interne a uso privato è di 18 mesi.

Spostarsi tra Paesi dell’UE non fa ripartire il conteggio. Uno yacht ammesso in Francia che prosegue la crociera in Italia e in Grecia resta soggetto allo stesso periodo di ammissione temporanea nell’UE. Il regime riguarda l’intero territorio doganale dell’Unione, non singoli periodi concessi da ciascun Paese.

Anche la geografia richiede attenzione. Ai fini doganali, Monaco è considerato territorio francese. Le Isole Canarie fanno parte del territorio doganale dell’UE, pur essendo escluse dal suo territorio IVA. Nessuna delle due destinazioni va quindi considerata automaticamente un’uscita dal territorio doganale soltanto perché ha una diversa posizione politica o fiscale.

Per pianificare correttamente, inserite tre date nel calendario dello yacht: la data d’ingresso registrata, una scadenza interna entro cui decidere come procedere e il termine confermato per il regime. Fissate la scadenza interna con sufficiente anticipo da poter organizzare una partenza in sicurezza o un’alternativa autorizzata, senza dipendere da un’ultima finestra meteo favorevole.

Tenete separato il calendario doganale dello yacht da quello relativo all’immigrazione delle persone. Molti visitatori extra-UE sono soggetti al limite Schengen per i soggiorni brevi di 90 giorni su qualsiasi periodo di 180 giorni. I 18 mesi concessi allo yacht non attribuiscono al proprietario o agli ospiti un analogo diritto di permanenza a terra o a bordo.

Uscire e rientrare può far decorrere altri 18 mesi?

Sì. Riesportare lo yacht e reintrodurlo successivamente può dare inizio a un nuovo periodo di ammissione temporanea, purché continuino a sussistere i requisiti. Le norme doganali non prescrivono un periodo minimo che lo yacht debba trascorrere fuori dal territorio doganale dell’UE. Il quadro normativo prevede tuttavia anche un limite generale di 10 anni di permanenza in regime di ammissione temporanea, salvo circostanze imprevedibili: gli ingressi ripetuti non vanno considerati un’alternativa senza limiti all’importazione definitiva.

Sul piano pratico, la priorità è disporre delle prove, non rispettare un presunto numero obbligatorio di notti all’estero. Programmate un’uscita e un rientro chiaramente documentati e chiedete all’ufficio doganale competente quali formalità e prove richieda per l’itinerario previsto.

Un fascicolo utile a documentare l’uscita può comprendere:

  • Documenti doganali di partenza e arrivo, ove rilasciati.
  • Annotazioni datate sul giornale di bordo che identifichino lo yacht e i porti visitati.
  • Ricevute di ormeggio al di fuori del territorio doganale dell’UE.
  • Ricevute di carburante o servizi che identifichino l’unità.
  • Corrispondenza che confermi la procedura seguita.

Conservate questi documenti insieme, anziché lasciarli sparsi tra la posta elettronica del comandante, l’account del marina e l’archivio del proprietario. Le copie elettroniche devono restare accessibili anche dopo un cambio di comandante o di società di gestione.

È consigliabile non programmare un’uscita all’ultimo momento soltanto in funzione della scadenza legale. Preparate un piano di navigazione che tenga conto di meteo, guasti meccanici, disponibilità di ormeggi e requisiti d’ingresso della destinazione. Se vi sono dubbi sui precedenti periodi di ammissione dello yacht, chiedete conferma prima di partire.

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Il rimessaggio invernale o una sosta in cantiere fermano il conteggio?

Non datelo per scontato. La dogana stabilisce il termine entro cui lo yacht deve essere riesportato o vincolato a un successivo regime doganale. In circostanze eccezionali, a seguito di una richiesta motivata, può essere concessa una proroga di durata ragionevole, ma non è un diritto automatico legato alla prenotazione di un ormeggio invernale o di lavori di riparazione.

Ai fini della pianificazione, continuate a conteggiare il tempo salvo che esista un accordo doganale documentato che stabilisca diversamente. Il fatto che un marina definisca un pacchetto come “rimessaggio invernale” non sostituisce la conferma della posizione doganale dello yacht.

Prima di firmare un contratto per una lunga sosta invernale, chiedete:

  • Quale sarà lo status doganale dello yacht per l’intera permanenza?
  • La scadenza attuale cade prima del varo previsto?
  • È necessaria una domanda o un diverso regime autorizzato?
  • Chi presenterà i documenti e conserverà l’autorizzazione?
  • Cosa succede se i lavori durano più del previsto?

Anche lasciare lo yacht mentre il proprietario rientra a casa richiede attenzione. Restano da gestire la vigilanza doganale e la responsabilità del regime; potrebbe essere pertinente un trasferimento di diritti e obblighi. Ottenete le istruzioni prima della partenza, senza presumere che consegnare le chiavi al marina risolva la questione.

Se un guasto rischia di compromettere il rispetto della scadenza, contattate tempestivamente la dogana e fornite la diagnosi del guasto, la data prevista di completamento dei lavori e la documentazione a supporto. Chiedete una decisione scritta, anziché considerare la fattura della riparazione come un’autorizzazione a restare oltre il termine.

Equipaggio, amici o ospiti paganti possono utilizzare lo yacht?

L’ammissione temporanea per uso privato comporta restrizioni all’utilizzo. Non è un’autorizzazione generale a prestare, cedere o noleggiare l’imbarcazione. Il normale uso privato da parte del proprietario che soddisfa i requisiti e dei familiari residenti fuori dall’UE aventi diritto è diverso dall’utilizzo senza restrizioni da parte di amici o ospiti paganti.

Sono previste eccezioni limitate per le persone residenti nel territorio doganale dell’UE. Una consente l’uso privato e occasionale su richiesta dell’intestatario dell’immatricolazione, purché quest’ultimo si trovi nel territorio. Un’altra riguarda i dipendenti di un proprietario, noleggiatore o locatario stabilito fuori dal territorio, con condizioni relative all’utilizzo e alla prova del rapporto di lavoro. Queste eccezioni non vanno interpretate come un’autorizzazione generale all’uso ricreativo autonomo.

Fornite al comandante istruzioni operative scritte che individuino gli utilizzatori autorizzati, i documenti necessari e il referente per le questioni doganali. Riesaminate l’assetto ogni volta che cambiano la residenza del proprietario, il rapporto di lavoro dell’equipaggio o l’utilizzo previsto.

Non inserite attività di charter a pagamento nel programma di uno yacht ammesso per uso privato senza averne prima definito la posizione doganale e i requisiti per l’esercizio commerciale. Il regime per uso privato, con le relative restrizioni, non costituisce un’autorizzazione al charter.

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Quali documenti e controlli deve organizzare il comandante?

Le formalità d’ingresso non sono identiche ovunque. In Irlanda, l’ammissione temporanea delle imbarcazioni da diporto che soddisfano i requisiti non comporta normalmente formalità all’importazione o all’esportazione, anche se la dogana può richiedere prove delle circostanze. Questo non significa che in ogni destinazione di crociera valga una regola generale che esonera dalla documentazione.

La Grecia dimostra l’importanza delle procedure locali. Le imbarcazioni da diporto private battenti bandiera extra-UE, di lunghezza pari o superiore a sette metri e che soddisfano i requisiti, utilizzano un Transit Log nell’ambito del regime di importazione temporanea. Si applicano inoltre le prescrizioni locali per arrivi e partenze e, all’uscita al termine del periodo consentito, il titolare deve espletare presso la dogana le formalità relative al documento.

Un fascicolo di bordo ben organizzato dovrebbe contenere i documenti di immatricolazione e proprietà, le prove della residenza, l’autorizzazione all’utilizzo dello yacht, i documenti d’ingresso, le eventuali autorizzazioni doganali, i documenti pertinenti relativi al rapporto di lavoro dell’equipaggio e le prove delle precedenti uscite.

Prima di ogni stagione, utilizzate questa lista di controllo:

  • Verificate che la data d’ingresso corrisponda agli effettivi spostamenti dello yacht.
  • Confermate la scadenza e le eventuali condizioni annotate dalla dogana.
  • Controllate che il proprietario e gli utilizzatori continuino a soddisfare i requisiti.
  • Verificate gli obblighi locali di comunicazione della prossima destinazione.
  • Confrontate la scadenza con gli impegni di manutenzione e di ormeggio invernale.
  • Affidate a una persona la responsabilità di pianificare l’uscita o il ricorso a un regime alternativo.
  • Predisponete un budget per il piano scelto, comprensivo di navigazione, ormeggio e costi amministrativi.

Se la scadenza è già stata superata, chiedete subito una valutazione della situazione, senza presumere che una partenza successiva risolva il problema. La mancata riesportazione o il mancato corretto appuramento del regime possono comportare l’obbligo di pagare l’IVA all’importazione e i dazi doganali.

In sintesi

  • Uno yacht extra-UE a uso privato che soddisfa i requisiti beneficia normalmente di 18 mesi in regime di ammissione temporanea, senza IVA all’importazione né dazi doganali.
  • L’immatricolazione da sola non basta: contano la residenza, l’uso effettivo e le condizioni relative agli utilizzatori autorizzati.
  • Spostarsi tra Paesi dell’UE non fa ripartire il conteggio; una riesportazione documentata e un successivo rientro che soddisfi i requisiti possono dare inizio a un nuovo periodo.
  • Non date per scontato che il rimessaggio invernale sospenda il termine. Ottenete le eventuali autorizzazioni doganali necessarie prima di fare affidamento su una diversa soluzione.
  • Conservate a bordo un unico fascicolo completo e affidate a una persona la responsabilità di monitorare la scadenza doganale dello yacht.

Informazione generale: norme, tasse e prezzi cambiano e dipendono dalla vostra situazione. Verificate con un consulente qualificato prima di decidere.

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